Fabbrica Innovazione

La prima volta che abbiamo incontrato la proprietà abbiamo avuto la sensazione di avere di fronte una azienda con enormi possibilità non espresse.

L’importanza delle soluzioni tecniche che ci venivano esposte durante il briefing iniziale risultavano completamente in conflitto con la disorganizzazione, l’incertezza di tutti i principali attori nonché la continua paura di sbagliare. Un’azienda cresciuta, sviluppatasi negli anni ma appartenente ad un’epoca diversa, un epoca in cui la sola abilità tecnica era garanzia di successo e sviluppo.

Nel verificare i principali indicatori in possesso della proprietà ci siamo accorti di una trend di profittabilità in calo e sicuramente inferiore alle potenzialità in quel momento inespresse.

Vedendo la frustrazione della proprietà e sentendoci chiedere quali potevano essere gli strumenti e i modi migliori per potere aumentare la profittabilità con un minor impegno di risorse mentali temporali, abbiamo proposto un Progetto di Innovazione Industriale a 360.

Le difficoltà iniziali da parte della proprietà  sono state quelle di comprendere i valori di un progetto di innovazione industriale, rispetto ad una cultura effettivamente all’avanguardia dal punto di vista tecnologico.

Ci siamo accordarti con il management di primo livello per rivederci dopo 15 giorni nel frattempo ci hanno commissionato un’analisi di dettaglio di tutta l’azienda per poter discutere insieme un piano operativo  e per capire effettivamente cosa intendessimo per Progetto di Innovazione Industriale.

Nell’immaginario collettivo quando si parla di innovazione industriale s’intende una attività collegata all’ufficio tecnico oppure all’impiantistica oppure ancora ai macchinari ed allo stabilimento.

In realtà il concetto d’innovazione industriale è molto più amplio in quanto, soprattutto a partire dall’inizio della crisi mondiale del 2008,  l’innovazione industriale rappresenta un vero e proprio cambiamento del modo di concepire e fare industria ed imprenditoria.

L’impresa intesa come organismo unico costituito di molteplici elementi portanti necessita, per poter sviluppare ricchezza di un movimento congiunto di tutti i suoi elementi e non di brusche accelerazioni di alcuni  a discapito di altri.

Nel rispetto di quanto ci è stato commissionato abbiamo costituito il “Team Fabbrica Innovazione” ed insieme abbiamo costruito il film storico dell’azienda e la mappatura di tutte le area identificando per ognuna i punti di forza e di debolezza in relazione con il mercato e con i leader del mercato, il tutto dal punto di vista del cliente.

Al termine dell’analisi abbiamo presentato alla proprietà una serie di criticità forse singolarmente note ma mai osservate nel loro complesso. Capita spesso nell’attività consulenziale di mettere in luce elementi già da tempo evidenti alla struttura ma difficilmente le strutture riescono a vedere l’impatto complessivo che la somma dei singoli elementi può portare.

Espresse singolarmente le principali criticità riscontrate erano:

  1. Azienda presente in tutti i continenti con quote di mercato irrisorie in ognuno di essi.
  2. Irriconoscibilità del marchio
  3. Vendite soggette a stagionalità e forti picchi all’interno delle singole stagioni.
  4. Time to market lunghi e non standard
  5. Customer service saturo di attività
  6. Flussi di cassa irregolari e revisioni continue del sistema di budgeting.
  7. Complessa gestione degli istituti di credito
  8. Produzione discontinua legata alla scarsa puntualità dei fornitori
  9. Scarso potere negoziale nei confronti dei fornitori.
  10. Scarsa motivazione del personale dipendente

I principali punti di forza invece erano:

  1. Prodotto dall’alto contenuto tecnologico.
  2. Affidabilità del prodotto.
  3. Storicità dell’azienda.

Come anticipato probabilmente tutti questi elementi erano più che noti alla proprietà ma sicuramente quello che non era noto era il loro effetto congiunto: quale rotta stava prendendo la nave.

Presentato il progetto il forte stupore per i passi operativi è stato presto vinto dalla voglia di rilanciare una realtà ambiziosa e conscia dei propri valori.

Il Team Fabbrica Innovazione è patito in parallelo su tre macro aree: commerciale e marketing operations e finanzio amministrativo. Commercialmente sono state riviste completamente le politiche di vendita, concentrando i paesi a più ampie prospettive  su rivenditori in esclusiva provvisti di budget mensilizzati. Sui paesi di penetrazione è stata creata una rete di distributori ufficiali secondo la “legge dei quattro poli”:nord, sud, est ed ovest con durata annuale al termine del quale si sarebbe concentrato il tutto su un unico distributore in esclusiva. Il budget del marketing è stato spostato non più sul canale azienda distributore ma sul canale distributore cliente finale per poter in breve tempo venire effettivamente percepiti come un marchio. Il customer service impostato con la logica del Visual Management ha permesso di affrontare e risolvere tutte le criticità.

L’area operations è stata affrontata realizzando tutte le mappature dei flussi: principali, secondari, a valore aggiunto e non a valore aggiunto. Le tecniche adottate sono state il Lean Manufacturing per snellire i processi e velocizzare la realizzazione del prodotto, il TPM total productive manteinance per migliorare la produttività quantitativa e qualitativa delle macchine automatiche e la Spending Review per ridurre l’impatto del costo delle materie prime. L’area tecnica è stata gestita attraverso il Visual Management per dare scientificità allo sviluppo tecnologico.

A supportare il tutto è stata sicuramente la nuova impostazione data all’area amministrativo/finanziaria. Tutti i centri di costo sono stati ridefiniti coerentemente con le nuove politiche di gestione, il budget in termini di armonizzazione di valori di vendita e costi sostenibili è diventato non più una speranza ma un elemento motivante e concreto ed il monitoraggio finanziario è passato da una gestione mensile ad una gestione giornaliera al fine di cogliere tutte le opportunità di mercato.

Tutto il personale a turno è stato coinvolto nel progetto, formato attraverso i Business Game e la Business Simulation e coinvolto negli obiettivi aziendali.

Nel giro di dodici mesi la proprietà ha vinto la sua scommessa migliorando l’EBITDA di 2,5 punti percentuali. I principali risultati tangibili sono stati: +18% di fatturato,+12% di MOL, -40% del time to market.

Il principale parametro non direttamente tangibile è stato quello di entrare a far parte dopo 25 anni di attività del vero e proprio “made in Italy” attraverso l’affermazione inattaccabile del Marchio.

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