PMI e formazione

Non si finisce mai di imparare… e di crescere.

I più grandi successi a volte devono la loro storia a esempi di umiltà e a scelte faticose, al coraggio e agli investimenti, siano essi economici o emotivi. Ogni imprenditore lo sa: ogni passo e ogni decisione implica un rischio, un margine di incertezza che fa procedere con il fiato sospeso fino ai tanti agognati risultati.

Le sfide delle aziende sono sempre numerose e tanto più l’azienda è piccola, tanto più grandi esse appaiono e tanto più difficile risulta imboccare una strada importante. La formazione, in questo lungo periodo di cambiamenti, stravolgimenti per certi versi, è una di queste: un percorso determinante, ma un investimento fondamentale per affrontare le nuove, pressanti, esigenze del mercato. Vedere alla formazione come a un investimento anziché a un costo è il primo passo verso il cambiamento: molte volte più che una reale e ragionata valutazione della questione, è la mentalità di alcuni imprenditori che costituisce il maggior ostacolo alla formazione aziendale. Ma, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, è tempo di trasformazioni che toccano molto da vicino anche la cultura imprenditoriale. L’orizzonte della formazione è ampio e si delinea su almeno due fronti differenti: potenziamento e acquisizione delle hard skills, cioè delle competenze tecniche, teoriche e pratiche, e acquisizione e potenziamento delle soft skills, cioè le competenze trasversali che riguardano le relazioni e i comportamenti sul luogo di lavoro. La formazione inerente alle hard skills si concentra adesso soprattutto sulla trasformazione digitale, cioè la capacità di gestire nuovi strumenti richiesti da nuovi assetti ed esigenze. La formazione inerente alle soft skills riguarda invece in maniera più specifica, il sentire del lavoratore riguardo all’azienda e al suo operare all’interno di essa. I percorsi che si privilegia effettuare in questo senso abbracciano la condivisione di valori, il raggiungimento di obiettivi comuni, il senso di appartenenza, acquisibili con comunicazione efficace, diplomazia e coinvolgimento. A lungo andare il lavoro di squadra e la condivisione potenziano le capacità produttive e agevolano l’ottenimento dei risultati. Dietro un corso di formazione promosso dall’azienda, infatti, si creano fedeltà, stimoli e coraggio. La fedeltà è garantita dalla sensazione di crescita personale che il lavoratore percepirà all’interno dell’azienda mentre la stessa crescita permetterà all’azienda di aumentare il know-how al suo interno, le sue stesse performance e, dunque, la sua credibilità. Gli stimoli sono direttamente proporzionali all’attenzione che un lavoratore percepisce verso di sé da parte di un’azienda che si occupa di dialogare e discutere insieme di strategie, valori, obiettivi. Attraverso il superamento delle difficoltà, reso possibile dal confronto, dal dialogo e dall’apporto di tutti talenti che cercano di rafforzare i propri punti deboli, si ha il coraggio di intraprendere nuove sfide e affrontarle con fiducia. La formazione non riguarda però soltanto dipendenti e collaboratori, ma anche e in larga misura gli stessi leader o titolari in funzione di un cambio di rotta che parta proprio da intenzioni e prospettive di nuovo respiro, anche e soprattutto perché non è sempre vero che la leadership sia appannaggio di pochi dotati, ma può essere coltivata, dietro un mirato programma formativo, acquisendo consapevolezze e capacità come, ad esempio:

  1. .   Visione
  2. .   Motivazione
  3. .   Capacità gestionali e di delega
  4. .   Managerialità
  5. .   Pensiero strategico

La formazione è da considerarsi a tutti gli effetti una leva o motore di sviluppo indispensabile, una freccia all’arco da scoccare per fare centro. E non mancano certo le opportunità perché le aziende, e soprattutto le PMI che di solito faticano a destinare budget a questo campo, possano accedere a importanti programmi in questa direzione:

  1. .   Fondi interprofessionali
  2. .   Nuovo bonus formazione del piano di transizione 4.0
  3. .   Fondo nuove competenze.

I fondi interprofessionali sono organizzazioni associative tra datori di lavoro e lavoratori con lo scopo di diffondere la formazione aziendale finanziata. Aderendo ad essi le imprese destinano lo 0,30% dei contributi versati all’INPS alla formazione dei propri dipendenti: l’INPS attraverso tale quota finanzierà le proposte formative. La quota fissa dello 0,30% è una quota obbligatoria e per un’impresa, destinarla al finanziamento di percorsi formativi è un’opportunità importante perché garantisce un ritorno all’interno di essa in termini di qualificazione e riqualificazione del personale.

Il nuovo bonus formazione 4.0 esteso al 2021, si identifica con la possibilità per le imprese di accedere al credito d’imposta previsto per agevolarle e sostenerle nel processo di trasformazione digitale e acquisizione delle competenze necessarie ad abilitare l’azienda al nuovo assetto 4.0.

Il credito d’imposta si ripartisce in questo modo:

  • 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di € 300.000 per le micro e piccole imprese
  • 40% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di € 250.000 per le medie imprese
  • 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di € 250.000 le grandi imprese.

La formazione soggetta a tale credito si identifica in determinate aree quali:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali

Il fondo nuove competenze è invece un fondo pubblico, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e gestito da ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) previsto per contrastare gli effetti economici del Covid-19 e, sempre nell’ottica di migliorare le competenze dei lavoratori, permette alle aziende di destinare parte dell’orario lavorativo dei propri dipendenti alla loro formazione. Le ore di stipendio dei lavoratori dedicate alla formazione sono a carico del fondo cui provvedono sia i contributi statali che quelli europei in collaborazione con ANPAL.

Le opportunità ci sono e, dietro attenta consulenza e valutazione, ogni azienda, soprattutto di piccole e medie dimensioni, grazie ad esse può intraprendere il cammino verso il futuro e volare più in alto.

Scritto da Anna Minutillo

Foto di Mehmet Turgut Kirkgoz da Pexels

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