Il contesto

La salvaguardia dell’ambiente è ormai un tema imprescindibile per ogni realtà imprenditoriale che voglia davvero essere competitiva. Il profitto non deve e non può essere il solo scopo delle aziende in un mondo in cui le risorse sono in forte calo, il cambiamento climatico impone nuovi assetti e la consapevolezza dei diritti dei lavoratori continua a crescere. L’Agenda 2030 ha chiaramente posto gli obiettivi da raggiungere fra pochi anni, ormai, al fine di garantire sviluppo economico, sviluppo sociale e tutela del pianeta, cioè la sostenibilità delle pratiche e politiche messe in atto da governi e imprese.

Nel mondo imprenditoriale si è spesso pensato che attuare scelte organizzative e produttive che puntassero anche al rispetto dell’ambiente potesse essere costoso e non sempre garantire risultati validi anche dal punto di vista economico. Riflettendo a fondo su valide soluzioni che sciogliessero questo nodo, è da un po’ di tempo che si sta guardando alla metodologia Lean i cui obiettivi in realtà mostrano e dimostrano un carattere particolarmente sostenibile.

I presupposti

Già nella formulazione dei propri principi, la metodologia Lean utilizza concetti che si sposano perfettamente con le fondamenta della sostenibilità: l’eliminazione degli sprechi, la riduzione degli scarti, l’abbattimento dei tempi morti attraverso la realizzazione di processi snelli è quanto di più conforme a pratiche di risparmio energetico, di risorse, di forza lavoro e impegno organizzativo che attualmente si possa concepire. Semplificare il sistema produttivo, infatti, è un processo che non solo aiuta a risparmiare in ogni settore e ambito, ma garantisce un vero vantaggio competitivo perché fondato sull’eliminazione di tutto ciò che non genera valore per il cliente.

Lean e sostenibilità

Era il 1995 quando Porter e Van Der Linde affermavano: “I manager devono iniziare a riconoscere che la protezione dell’ambiente è una possibile fonte di vantaggio competitivo, e non un costo crescente o una sfida inevitabile”.

Nel 2003 l’Agenzia Americana per la Protezione dell’Ambiente (EPA) si chiedeva quali fossero le pratiche aziendali più eco-compatibili, ma solo nel 2006 riuscì a individuare nelle caratteristiche della metodologia Lean dei punti di incontro con le esigenze di tutela ambientale.

Il Pensiero Lean consta di 5 step fondamentali:

  1. Il Valore: guardando sempre al bisogno del cliente, l’obiettivo è soddisfarlo identificando ciò che egli percepisce come valore. Questo concetto è fondamentale perché indica la ragione per la quale si compie un’azione o opera una scelta. La consapevolezza di ciò che si sta facendo aiuta a realizzarlo al meglio.
  2. La VSM (Value Stream Mapping): la Value Stream Mapping mappa tutti i flussi del processo e consente di seguire quest’ultimo passo dopo passo individuando efficacemente gli sprechi e ponendo rimedio a eventuali criticità. Gli sprechi possono essere di varia natura: energetici, di materiale, di tempo, di spazio. Un esempio banale che li racchiude tutti: il difetto di lavorazione. Un prodotto difettoso comporta lamentele del cliente, restituzione, quindi ulteriore trasporto, nonché rilavorazione o scarto, dunque spreco di materie prime e produzione di rifiuto in quest’ultimo caso, spreco di nuova energia, risorse, tempo e spazio produttivo nel primo. Controllando il corretto funzionamento del processo, i rischi di questo genere vengono notevolmente abbattuti.
  3. Flusso: nella logica Lean ogni fase avviene senza soluzione di continuità, come un unico flusso senza ostacoli, a garanzia di efficienza qualitativa e quantitativa, in modo da concentrare tutti gli sforzi sulla creazione del valore. In ottica sostenibile il flusso è indice di coerenza e attenzione.
  4. Logica Pull: la logica pull indirizza il business a produrre solo ciò di cui il cliente ha davvero bisogno, eliminando il rischio di sovrapproduzione e lavoro inutile. Un approccio altamente sostenibile se si pensa al forte impatto ambientale che prodotti inutilizzati comportano.
  5. Perfezione: la ricerca della perfezione è un tassello fondamentale della metodologia Lean perché rappresenta il punto verso il quale tendere e al quale ogni operatore, ogni settore, a tutti i livelli, deve guardare per poter migliorare costantemente. Va da sé che migliorando il proprio lavoro, migliorano i processi. Come fino a qui descritto, il miglioramento dei processi è sinonimo, a vario titolo, di sostenibilità.

Lean e Green

La metodologia Lean reca con sé parte dei passi necessari a raggiungere obiettivi fondamentali a salvaguardia dell’ambiente, dunque, ma se può essere considerata un’ottima base di partenza, anzi, a livello organizzativo ad oggi pare l’unica soluzione più facilmente percorribile in questo senso, potrebbe non bastare a garantire la competitività necessaria in un contesto sempre più attento e orientato alla sostenibilità.

La strategia vincente in questo senso è infatti l’integrazione tra il Lean Manufacturing e il Green Manufacturing.

Il Green Manufacturing si basa sulla realizzazione di prodotti a bassissimo impatto ambientale, eco-friendly, ottenuti dalla lavorazione di materie riciclate o riciclabili e non inquinanti.

Nel suo Lean and Environment Toolkit, è ancora una volta l’Agenzia Americana per la Protezione dell’Ambiente (EPA) a tracciare i passi necessari affinché le due metodologie possano lavorare in maniera sinergica ed efficiente. Tra gli accorgimenti più importanti:

  • Formare o assumere personale specializzato in materia di tutela della salute del lavoratore e dell’ambiente: personale EHS (Environmental, Health and Safety)
  • Adottare strumenti di registrazione dell’impatto ambientale in quelle che sono le attività d’impresa (Environmental Performance Metrics o l’Audit Question for Eliminating Environmental Waste and Risk).

I vantaggi competitivi di un’azienda che decide di puntare sul felice incontro tra Lean e Green sono di varia natura:

  • Soddisfazione e fidelizzazione di una clientela sempre più attenta alle tematiche ambientali e alla ricerca di prodotti che rispecchino una filiera orientata ad esse
  • Creazione di un ambiente lavorativo sano e sicuro
  • Allineamento alle direttive nazionali e internazionali in materia di salvaguardia e tutela dell’ambiente
  • Rilevanza sociale del proprio contributo al mantenimento di aria pulita e all’abbattimento di condizioni inquinanti.

Per molte aziende intraprendere questa strada è ancora difficile, ma le condizioni ci sono, le competenze sono in campo e le possibilità attendono di essere sondate perché i tempi sono ormai maturi.

Scritto da Anna Minutillo

Photo by Petr Magera on Unsplash

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