Gartner definisce l’Employee Experience come la modalità in cui i dipendenti di un’azienda “interiorizzano e interpretano le interazioni con l’organizzazione, nonché il contesto che sottende a tali interazioni”.

La traduzione letterale è, di fatti, “esperienza del lavoratore/impiegato”, dove con “esperienza”, si intende tutto ciò che il suddetto lavoratore/impiegato vive con l’azienda, dal primo incontro con essa, non necessariamente fisico, ma anzi, il più delle volte telematico, quindi da che cosa attira la sua attenzione, da come appare online o da che cosa comunica il suo brand, fino all’eventuale interruzione del rapporto di lavoro, passando ovviamente dal colloquio, all’accoglienza, al periodo effettivo di lavoro svolto all’interno di essa e alle modalità in cui tale lavoro si è sviluppato.

Contesto

Il concetto di Employee Experience è diventato da qualche anno un elemento di interessante indagine e obiettivo di molte realtà che ne hanno colto la portata dal punto di vista strategico. Non è più un segreto per tutti coloro che si occupano di risorse umane, ma anche per gli stessi imprenditori, almeno a livello teorico, che quando un dipendente vive con serenità il proprio lavoro, è stimolato a farlo e avverte nel contesto lavorativo un certo tipo di benessere, è portato a lavorare meglio e ad essere più produttivo.

Il benessere del lavoratore permette, inoltre, il suo coinvolgimento in quelle che sono la vision e la mission della stessa azienda, facendosene al contempo promotore. Non solo: quando si innesca un meccanismo di questo tipo, anche per l’azienda sarà più semplice trattenere al suo interno i dipendenti più talentuosi.

Dove c’è impegno, coinvolgimento e talento le possibilità di crescita aumentano velocemente anche perché esse non rimangono un obiettivo esclusivo dei vertici, ma diventano importanti per gli stessi lavoratori.

Dove si registra crescita, si delinea stabilità e dove si delinea stabilità, si dispone di una struttura più solida per affrontare periodi di incertezza e situazioni comunemente e ultimamente definite “disruptive”. Come quella degli ultimi anni.

Pilastri

La Employee Experience necessita di un tracciato ben definito di passaggi che, per la loro importanza nella sua costruzione e caratterizzazione, assurgono al ruolo di veri e propri pilastri:

  • Employer Branding: strategie aziendali volte e promuovere sui social e tra i candidati il loro marchio e a sviluppare, al tempo stesso, la Employer Advocacy, cioè la promozione del brand da parte dei lavoratori già presenti in azienda, basata dunque a sua volta, sulla soddisfazione degli stessi
  • Recruiting: nella fase di colloquio l’azienda si impegna a creare e dare un’immagine di sé il più possibile positiva e stimolante agli occhi del candidato
  • Onboarding: una volta assunto, il neo lavoratore viene adeguatamente inserito e accompagnato nel percorso che gli permetterà di conoscere al meglio l’ambiente e le dinamiche interne
  • Work life Balance: durante tutto il suo periodo di permanenza all’interno dell’azienda, il lavoratore deve poter godere di condizioni di lavoro che creino equilibrio tra la sua vita professionale e la sua vita privata, riducendo ai minimi termini le situazioni di stress e sovraccarico
  • Training: promozione di corsi di formazione e esperienze volte a favorire la crescita professionale del dipendente che, oltre a guardare con fiducia al futuro, si sentirà adeguatamente valorizzato all’interno del contesto aziendale
  • Offboarding: importanza delle modalità di fine rapporto tra dipendente e azienda. La fase di chiusura di un rapporto di lavoro è sempre molto delicata e può essere emotivamente molto impegnativa per il lavoratore. Fare in modo che le circostanze in cui tale interruzione si realizza siano positive, crea concrete possibilità che l’ormai ex dipendente conservi un buon ricordo della sua esperienza e che, anche in futuro, contribuisca a aumentare l’ottima immagine dell’azienda.

Dal primo incontro con l’azienda, fino all’ultimo saluto, dunque, ogni momento è decisivo per delineare la migliore delle Employee Experience; tuttavia, ciò che davvero ha un peso determinante per essa, sono soprattutto le condizioni che caratterizzano la permanenza del lavoratore all’interno dell’azienda (Employee Journey). Le singole modalità del suo interagire quotidianamente con l’ambiente, le persone e le dinamiche di lavoro.

Tecnologia

Una comunicazione efficiente ed efficace, spazi di lavoro adeguati e rapporti distesi, nonché flessibilità, in stretta correlazione quest’ultima con il work life balance, consentono al lavoratore di vivere al meglio il lavoro e, negli ultimi anni, il progresso tecnologico è diventato determinante per la realizzazione di questi presupposti.

Gli strumenti digitali hanno davvero dato una grande svolta al modo di lavorare e alle possibilità organizzativa del personale: le video conferenze in epoca di remote working, lo smart-working per chi ha esigenze particolari, nonché per periodi di crisi ed emergenza, piattaforme sulle quali condividere file, operazioni, comunicazione e l’intero processo produttivo, che rendono possibile lo snellimento dei macchinosi e numerosi passaggi di funzione in funzione, di reparto in reparto e permettono uno scambio più agile e facilmente riconoscibile, sono solo alcune delle conquiste in questo senso.

Strumenti di raccolta e analisi dei dati, Data Analytics, inoltre, permettono alle aziende di recuperare ogni tipo di informazione necessaria a stabilire su che cosa e dove intervenire per monitorare e migliorare la soddisfazione sul luogo di lavoro; strumenti di gamification, invece, portano notevoli vantaggi, a titolo di esempio, nella fase di recruiting, dove le situazioni ludiche create digitalmente permettono di comprendere approcci, caratteristiche e attitudini dei candidati.

Conclusioni

In sintesi potremmo riassumere in tre passi principali la corretta politica di Employeee Experience:

  • Coinvolgimento emotivo
  • Coinvolgimento sociale
  • Forte orientamento all’innovazione

È, dunque, nell’Employer Value Proposition che si pongono le basi per quanto finora delineato e che, in sostanza, si può riassumere come l’insieme delle politiche e pratiche che un’azienda adotta al fine di creare e far percepire valore agli occhi dei propri dipendenti. Una vera e propria strategia, che, come già sottolineato, in questo ultimo lungo periodo di incertezza, può risultare determinante, soprattutto se configurata a misura di ogni realtà.

Scritto da Anna Minutillo

Photo by Tim Mossholder on Unsplash


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