Possibili orizzonti strategici: dalla Teal Organization a nuovi modelli di leadership

Possibili orizzonti strategici: dalla Teal Organization a nuovi modelli di leadership

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Sostenibilità d’Impresa, New Normal, People Management, Smart Working, Trend 2021, tante sono le sfide poste in essere dal presente che, via via più velocemente, delinea il cammino futuro. La società da sempre ha risposto con diverse forme organizzative a nuovi stimoli, condizioni o momenti di crisi e rottura. A tal proposito è molto esplicativa la tabella che Frederic Laloux, ex collaboratore McKinsey e consulente, ha redatto nel suo volume Reinventare le organizzazioni, in cui parla dei vari stadi evolutivi delle organizzazioni sociali, sulla base del concetto secondo cui ognuna di esse è il frutto del modo in cui gli uomini osservano, vivono ed elaborano l’ambiente e ciò che li circonda.

Dalla tabella si osservano tali tappe:

  • Fase pionieristica: organizzazione con leadership di tipo predatorio, orientata al comando, basata sulla paura e il controllo, metaforicamente rappresentata da un branco di lupi, operante in un contesto caotico;
  • Fase differenziata: organizzazione con leadership autoritaria che opera in un contesto più semplice, governata da una rigida gerarchia, basata su comando e controllo, che garantisce stabilità sul lungo termine e rappresentata metaforicamente dall’esercito;
  • Fase differenziata per processi: organizzazione con leadership scientifica, in cui compaiono i concetti di meritocrazia e responsabilità, basata sul modello decisionale predittivo e del controllo, operante in un contesto che si sviluppa per processi differenziati e rappresentata metaforicamente da una macchina;
  • Fase differenziata circolare: organizzazione con leadership di servizio, basata su empowerment e adattamento, in cui si delinea la cultura dei valori, metaforicamente rappresentata dal gruppo di amici;
  • Fase integrata: organizzazione con leadership distribuita, basata su auto-organizzazione e adattamento, operante in un contesto multiplo in cui emerge il principio evolutivo, metaforicamente rappresentata da un organismo vivente.

Spostando la nostra riflessione sui modelli organizzativi aziendali, che sono per lo più condizionati dalle caratteristiche della società in cui le aziende nascono e si sviluppano, e spessissimo lo specchio di essa, osserviamo che, con i cambiamenti che i progressi tecnologici e i fenomeni trasformativi degli ultimi anni (crisi climatica, pandemia…) hanno messo in atto, le fasi della tabella che più rispecchiano questo momento particolare, sono le ultime due. La penultima fase, infatti, si identifica con i valori della persona, ponendo al centro l’uomo, le sue relazioni e il suo potenziale, orientato a far crescere il gruppo, attraverso la comunicazione trasversale, il dialogo e lo scambio a vari livelli in un’ottica di collaborazione e condivisione di energie, risorse e obiettivi. Fase posta in atto dall’esigenza di conferire nuove responsabilità e aumentata fiducia ai lavoratori costretti a operare a distanza, a coordinarsi e organizzarsi in spazi e tempi differenti. Una fase circolare, in cui ognuno, sulla base del proprio ruolo è chiamato a rispondere di un ideale comune, di un benessere sia individuale che sociale. La nuova consapevolezza che queste pratiche hanno evidenziato ha permesso di raggiungere l’ultima fase descritta da Laloux e definita come “Teal Organization”. Le organizzazioni teal, secondo Laloux, rappresentano l’ultimo stadio evolutivo della coscienza umana in cui prevale l’importanza della autorealizzazione, e in azienda si può tradurre con pratiche di autogestione e auto organizzazione, valorizzazione della persona in tutte le sue abilità e potenzialità e individuazione di uno scopo comune. L’organizzazione è vista come un organismo vivente in cui ogni parte ha la medesima importanza e senza la quale lo stesso organismo non può raggiungere il suo massimo vigore. Le parole chiave di questo modello organizzativo sono Evoluzione, Integrazione, Sinergia e Interconnessione.

La figura del leader è centrale e determinante in ogni organizzazione e assume sfaccettature differenti a seconda delle caratteristiche del gruppo che rappresenta. Con le trasformazioni che le aziende hanno dovuto affrontare in questi ultimi anni, per differenti motivi, i leader hanno dovuto via via ridefinire il loro ruolo per meglio condurre il gruppo verso nuove dinamiche e obiettivi. Nei contesti rappresentati dalle due fasi che abbiamo preso in esame, ben si comprende che la leadership diventa meno rigida e autoritaria, più flessibile e orientata al dialogo, al confronto e all’ascolto. L’obiettivo da raggiungere è un’organizzazione paritaria dove un ruolo fondamentale giocano saggezza e autenticità: è evidente da recenti osservazioni che ciò che gratifica le persone va ben oltre l’incentivo economico o la spinta motivazionale, interessando il riconoscimento del proprio valore e la sensazione di appartenere a un sistema in cui è l’equilibrio a dettare le regole e tracciare il cammino. Come ben spiega il concetto di Sostenibilità d’Impresa, gli interessi in gioco ormai non riguardano più soltanto l’aspetto economico, ma anche quello sociale e ambientale. La visione non è più confinata a un settore della società, ma diventa olistica, abbracciando molteplici ambiti. Il World Economic Forum e Accenture hanno presentato a Davos, nel 2020, una ricerca che evidenzia quali debbano essere le caratteristiche dei leader contemporanei in quella che è stata definita l’era dello “Stakeholder Capitalism”. Nella ricerca, intitolata Seeking New Leadewrship (Verso una Nuova Leadership), cinque sono le caratteristiche che devono appartenere a un leader che voglia affrontare con successo le sfide dei prossimi anni:

  • Inclusione: ascolto di tutti gli stakeholder, delle loro esigenze, favorendo la libera espressione nell’ambiente di lavoro;
  • Emozione: stimolare il coinvolgimento attraverso empatia, apertura e umiltà;
  • Ispirazione: trasferire alle persone la visione e la mission quale obiettivo comune a cui ispirarsi e valore da condividere con gli stakeholder;
  • Tecnologia: forte interesse verso le nuove tecnologie per facilitare la collaborazione e attuare innovazione;
  • Comprensione e deduzione: scambio di conoscenze e apprendimento continuo consentono di acquisire gli strumenti per migliorare le prestazioni e raggiungere il successo.

“Abbiamo bisogno di un nuovo modello che metta al primo posto le esigenze di tutti gli stakeholder, unendo l’imprenditorialità con la ricerca di valori condivisi, attraverso una collaborazione che coinvolga tutti i pubblici e possa migliorare la comunità in cui si opera. La buona notizia è che le prossime generazioni sono ben disposte a sviluppare le competenze di leadership necessarie per fare in modo che ciò accada”.

Queste le parole di Adrian Monck, Amministratore Delegato e Responsabile dell’impegno pubblico e sociale del World Economic Forum.

Scritto da Anna Minutillo

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