Premessa

Nel 1992 parlare di metaverso voleva dire parlare di letteratura, letteratura di fantascienza. Voleva dire immaginare, con l’aiuto di un romanziere, possibili scenari creati dalla tecnologia. Il romanzo in questione era Snow Crash di Neal Stephenson ed ebbe, appunto, il merito di aver per primo introdotto l’espressione “metaverso” nel linguaggio e nell’immaginario collettivo.

Nel romanzo si parlava di una realtà alternativa a quella fisica, in cui i protagonisti si rifugiavano e vivevano per scappare dalla logorante routine della realtà, dominata dalle grandi corporazioni. Un mondo virtuale nel quale si entrava rappresentati dal proprio avatar, e con esso si interagiva e conduceva una vita in spazi liberi, riprodotti con strade, negozi, locali e altri luoghi di incontro e aggregazione.

 

Oggi, invece, che cosa si intende per “metaverso”?

Stephenson ci aveva visto giusto. Da allora la tecnologia ha compiuto passi da gigante e, per quanto definire il metaverso in maniera esaustiva sia ancora un po’ complicato, effettivamente lo si può descrivere come uno spazio tridimensionale in cui, attraverso l’incontro di tecnologie quali la Realtà Aumentata, Realtà Virtuale, blockchain e super connessioni, ci si immerge totalmente e, in esso, si interagisce, agisce, comunica, vive… rappresentati dal proprio avatar. In qualche modo lo si può intendere come l’ulteriore evoluzione del web, dove attraverso i social si è già cominciato a intrattenere e costruire relazioni e comunicazioni, organizzare incontri sulle varie piattaforme, per lavoro o studio o anche solo per trascorrere del tempo insieme (Zoom, Meet, Teams ecc..). Un upgrade della vita in rete che ha il sapore di un salto evolutivo importante, per ora allo stadio embrionale, ma ricco di promesse e opportunità già avviate.

 

Entrare nel Metaverso

Per capire come vivere il metaverso partiamo dalla parola stessa, ottenuta dall’unione di “meta”, parola di origine greca che racchiude il senso di “andare oltre, oltrepassare i confini, trascendere” e “Universo”: il metaverso consente di oltrepassare i confini della nostra realtà, per immergersi in un universo altro, che si trova oltre i limiti del mondo fisico e che limiti a sua volta non ha. Andare oltre vuol dire oltrepassare sia i limiti della tecnologia conosciuta fino ad ora, cioè le varie piattaforme a cui ci siamo già ampiamente abituati dal lockdown, con le quali siamo riusciti a fare riunioni e lezioni, ma entro lo spazio ristretto del nostro schermo piatto, sia oltre il mondo fisico della nostra stanza perché, attraverso strumenti come visori, cuffie e dispositivi di realtà aumentata possiamo letteralmente tuffarci in uno spazio virtuale in cui creiamo luoghi e incontriamo persone e compiamo azioni, addirittura potendo riprodurre la nostra stessa voce e scegliendo cosa indossare e come presentarci anche dal punto di vista formale. Possiamo sederci attorno a un tavolo, salire su un palco e animare una conferenza, incontrarci alla macchinetta del caffè, andare ai concerti, acquistare cibo, case, vestiti, viaggiare, organizzare e visitare mostre, comprare e vendere opere d’arte.

Dal punto di vista concettuale esiste un solo metaverso, cioè l’idea di un cyberspazio in cui ricreare la realtà e abitarla virtualmente, ma dal punto di vista pratico, di fatto esistono più metaversi, o forse sarebbe più corretto definirli mondi digitali, tanti quanti le piattaforme che li abilitano. In ognuno di essi si può accedere in maniera differente e interagire secondo regole e modalità differenti.

In linea di massima, però, l’accesso non richiede nessuna competenza tecnica o preparazione informatica particolare. Ciò che è indispensabile si riduce a:

  • Connessione internet
  • Dispositivo quale pc o smartphone
  • Un account su una delle piattaforme del metaverso
  • Alcuni dispositivi di realtà aumentata

Tra i mondi digitali più utilizzati, abitati e conosciuti, Decentraland, Sandbox e Stageverse.

Zuckerberg ha creato Horizon Worlds, la sua piattaforma nel metaverso, nella quale organizzare e abitare il cyberspazio, e ha cambiato nome dell’azienda in Meta, con evidente intento di annunciare le future e mirate implementazioni e investimenti nella nuova era digitale.

 

Opportunità e applicazioni

Ricreare nel cyberspazio la realtà che viviamo nel mondo fisico vuol dire ricreare tutta una serie di cose che al suo interno ci permettono di condurre una vita completa, magari anche inventandocela di sana pianta, ma comunque basata su tutto ciò di cui abbiamo bisogno nella vita reale. Questo vuol dire che nel metaverso cominceranno a profilarsi anche per le aziende nuove opportunità, dalle nuove modalità di organizzare il lavoro alle nuove possibilità di vendita, promozione e diffusione dei propri prodotti e servizi. Si intravedono all’orizzonte nuovi modelli di business e nuove strategie commerciali.

Per capire un po’ meglio quali potrebbero essere gli scenari futuri e possibili per le aziende all’interno del metaverso, pensiamo a Nikeland, il mondo virtuale di Nike lanciato su Roblox nel 2021, uno showroom digitale dove gli utenti possono indossare i prodotti del marchio attraverso il proprio avatar: un’esperienza che va al di là di qualsiasi altra possibilità il web abbia offerto finora.

Pensiamo inoltre alle diverse possibilità di ricreare convegni, fiere, o uffici virtuali: nuovi contesti dove presentare i propri servizi e prodotti, molto più ampi ed economici di quelli fisici e nuove opportunità di incontro senza dispendiosi spostamenti sia in termini di tempo che di denaro. Poter alternare e adattare alle varie esigenze modalità di lavoro e business fisico e virtuale offre la possibilità di affrontare con un ventaglio molto più ampio di soluzioni le diverse situazioni.

Probabilmente ci vorrà ancora qualche anno, anche un decennio pronostica qualcuno, affinché il metaverso venga a impattare sul nostro modo di vivere, ma intanto ciò che è stato già costruito, presentato e testato attraverso le piattaforme già in uso, ha aperto la via a numerose riflessioni e previsioni che solo il tempo potrà dirci in quale effettiva direzione andranno.

La cosa importante è continuare a seguire l’evoluzione della tecnologia e della società che sempre più ne viene condizionata.

Scritto da Anna Minutillo

Foto di Pete Linforth da Pixabay

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