Il Piano Transizione 5.0 è un piano governativo finanziato all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), pensato per sostenere le imprese che investono in digitalizzazione, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Valido per spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025, promette crediti d’imposta fino al 45% degli investimenti.
I destinatari sono “tutte le imprese residenti in Italia e alle «stabili organizzazioni nel territorio dello Stato» di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, cioè imprese che hanno sede all’estero ma che operano stabilmente anche in Italia.
Il credito d’ imposta può essere riconosciuto, in alternativa alle imprese, alle società di servizi energetici (ESCo) certificate da organismo accreditato per i progetti di innovazione effettuati presso l’azienda cliente.” *
*Fonte gse.it
Gli investimenti ammessi riguardano in particolare:
- beni strumentali tecnologicamente avanzati (macchinari, attrezzature);
- progetti di efficienza energetica, con riduzione certificata dei consumi;
- soluzioni per la sostenibilità, come l’uso di energie rinnovabili o l’abbattimento delle emissioni;
- formazione del personale per competenze digitali e sostenibilità ambientale.
Ma a che punto siamo oggi? E cosa devono sapere le imprese che vogliono coglierne i vantaggi?
Contesto
Il Piano Transizione 5.0 istituito dall’art. 38 del D.L. 19/2024, convertito in Legge 56/2024, in attuazione della Misura 7 – Investimento 15 “Transizione 5.0″ del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è disponibile per le imprese già da 1 anno e mezzo, con la concessione di risorse pari a 6.3 miliardi di euro, tuttavia ad oggi, sono ancora poche le aziende che hanno attivato di fatto le richieste per accedervi, con una percentuale minima di progetti presentati.
Al 19/09/2025:
- le risorse totali ancora disponibili ammontano a circa 4.2 miliardi di euro sui 6.3 iniziali
- le risorse prenotate per i progetti non ancora completati ammontano a circa 1.7 miliardi
- le risorse già utilizzate per progetti completati ammontano a circa 300 milioni di euro*
*Fonte gse.it
Ritardi normativi, complessità burocratica e scarsa comunicazione, tra le motivazioni più accreditate per questo mancato “decollo” della misura.
Sono di agosto 2025 ulteriori introduzioni normative, nuove funzionalità operative ed estensione dei soggetti beneficiari. Il tutto disponibile sul portale GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
Manca poco alla scadenza (31/12/2025), ma con un chiaro piano di investimenti e il corretto iter, molte aziende potrebbero ancora approfittare delle risorse ampiamente disponibili.
Normative, requisiti e crediti d’imposta
L’apparato normativo aggiornato ha definito meglio i requisiti d’accesso agli incentivi e confermato la scadenza per l’adesione al 31 dicembre 2025.
Le principali novità normative riguardano:
Obbligo di efficienza energetica
- Gli investimenti agevolabili devono generare una riduzione documentabile di:
- almeno il 3% dei consumi energetici del processo produttivo coinvolto, oppure
- almeno il 5% dei consumi energetici complessivi dell’impresa.
Procedura tramite GSE
- Il GSE (Gestore Servizi Energetici) diventa l’ente centrale per:
- ricevere la comunicazione preventiva degli investimenti;
- valutare la documentazione tecnica e la perizia asseverata;
- autorizzare l’accesso al credito.
- Senza la validazione del GSE, l’Agenzia delle Entrate non riconosce il credito d’imposta.
Perizia tecnica obbligatoria
- Ogni progetto deve essere accompagnato da una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o un ente accreditato.
- La perizia deve dimostrare:
- la riduzione dei consumi energetici prevista e poi verificata;
- l’effettiva interconnessione dei beni ai sistemi aziendali. Per quest’ultimo punto è stata aggiunta una proroga al 30 giugno 2026 nel caso in cui l’impresa abbia stipulato il contratto e versato almeno il 20% di acconto entro il 31/12/2025.
Aliquote
- Credito d’imposta 35–40% per investimenti standard in beni materiali e immateriali 4.0.
- Credito d’imposta fino al 45% se la riduzione dei consumi energetici supera il 10%.
- Maggiorazioni per PMI e per il Mezzogiorno.
Inclusione della formazione
- Le spese per formazione del personale rientrano tra i costi ammissibili solo se direttamente collegate ai nuovi beni/impianti 5.0;
- Devono essere certificate e rendicontate come parte del progetto globale.
Cumulo e limiti
- Incentivi cumulabili con altre misure regionali o PNRR, purché non si superino i massimali stabiliti dalla normativa UE sugli aiuti di Stato (“de minimis”);
- Obbligo di mantenere i beni agevolati in azienda almeno per 5 anni.
Come procedere
I passi da fare per intraprendere questo percorso sono:
Verifica preliminare dei requisiti: assicurarsi che gli investimenti rientrino tra quelli ammissibili:
- beni materiali 4.0 (macchinari interconnessi, robotica, sistemi IoT, ecc.);
- beni immateriali (software, piattaforme cloud, sistemi di cybersecurity, intelligenza artificiale);
- progetti di efficienza energetica (riduzione consumi ≥ 5% azienda o ≥ 3% processo).
Definizione del progetto:
- Redigere un piano di investimento che includa:
-
- obiettivi di digitalizzazione e sostenibilità;
- stima dei costi;
- impatto atteso su produttività ed energia;
- Coinvolgere un tecnico abilitato (ingegnere, perito) per predisporre la perizia tecnica asseverata.
Presentazione preventiva: inviare la comunicazione preventiva al GSE (Gestore Servizi Energetici) tramite il portale dedicato. Documenti richiesti:
- scheda descrittiva del progetto;
- preventivi di spesa;
- dichiarazione del risparmio energetico atteso;
- attestazione del possesso dei requisiti.
Realizzazione degli investimenti:
- Procedere con l’acquisto e l’installazione dei beni/impianti/software;
- Mantenere fatture elettroniche con dicitura “bene agevolato Transizione 5.0”;
- Assicurarsi che i beni siano interconnessi ai sistemi aziendali e che sia possibile monitorarne l’utilizzo.
Perizia finale e rendicontazione: una volta concluso l’investimento:
- il tecnico redige la perizia asseverata finale sul risparmio energetico e l’impatto digitale;
- inviare tutta la documentazione al GSE, che verifica la conformità.
Fruizione del credito d’imposta: dopo l’ok del GSE, si può compensare il credito tramite modello F24 a partire dall’anno successivo all’investimento. Aliquote aggiornate (2025):
- 35–40% standard;
- fino al 45% per progetti con riduzione dei consumi >10%;
- maggiorazioni per PMI e imprese del Sud.
Monitoraggio e obblighi successivi:
- Obbligo di mantenere i beni agevolati almeno 5 anni;
- Possibile controllo successivo da parte di Agenzia delle Entrate e GSE;
- Obbligo di fornire dati per il monitoraggio nazionale su transizione digitale ed energetica.
Conclusioni
Nonostante i termini di scadenza siano al momento brevi, le aziende che hanno già progetti d’investimento in questa direzione possono ancora attivarsi tempestivamente, facendo principalmente riferimento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), al Decreto Attuativo del Piano Transizione 5.0 pubblicato in Gazzetta Ufficiale a metà 2024 e aggiornato con le linee guida del 2025, al GSE (Gestore Servizi Energetici) portale e documentazione per la procedura di domanda e per le perizie di risparmio energetico e all’Agenzie delle Entrate per approfondimenti sul credito d’imposta.
Scritto da Anna Minutillo
Foto di andreas_baetz da Pixabay
Iscriviti alla Newsletter per rimanere aggiornato sulle nostre pubblicazioni
Articoli correlati




